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Associazione Arte per la Valle: il Melandro è la valle più dipinta di Italia

Rumita a Satriano di Lucania, Potenza

Rumita di Luciano La Torre a Satriano di Lucania, Potenza

La  “Valle più dipinta di Italia” è nel cuore del Melandro. Uno scrigno d’arte  all’aperto,  quello dei dipinti “murali” lungo  le antiche  vie cittadine,  che  da anni unisce i Comuni di Satriano di Lucania, Sant’Angelo Le Fratte e Savoia di Lucania  grazie    all’Associazione Artistica culturale “Arte per la Valle”.

“Un patrimonio artistico di circa 400 opere – ha detto Luciano La Torre, Presidente dell’ Associazione Artistica Culturale – continua ad impreziosire la Valle del Melandro con altre 40  opere in fase di realizzazione, corredate da  interventi di  conservazione e   restauro delle opere delle edizioni precedenti. I lavori saranno ultimati per il prossimo mese di  settembre”.

Nel cuore del Melandro l’arte dei dipinti murali racchiude storia, tradizioni  e cultura. A Satriano di Lucania, primo centro ad aver dipinto  le mura delle abitazioni ed anche quello con maggior numero di opere,  riflettori puntati sulla figura arborea del “Rumita” in Corso Trieste  e sul peperoncino al Piazzile. Ma non è tutto a Sant’Angelo le Fratte spazio alla memoria storica del vescovo  “J. Caramuel” in Via Cupa e a Savoia di Lucania altri dipinti in programmazione.

“Le opere,  tutte di grandi dimensioni – ha aggiunto il Presidente La Torre – consolidano l’operato di grandi  artisti con oltre 30 anni di esperienza. Un’operazione resa possibile attraverso il recupero ‘visivo’ della storia, delle tradizioni, della religiosità, delle leggende e  della cultura popolare.  Un lavoro artistico che si rafforza con la  sperimentazione delle tecniche e dei prodotti più compatibili ai supporti murari,  adatti a conservare le opere nel tempo. I dipinti murali  sono  ormai diventati  delle opere d’arte di grande qualità artistica che con le loro grandi dimensioni si inseriscono  in perfetta  armonia scenografica nelle architetture preesistenti arredando e decorando.  Il patrimonio muralistico e scultoreo della “valle più dipinta d’italia” rappresenta oggi un modello unico ed originale poiché   ha reso vitale  le vie cittadine diventando un’azione di promozione turistica locale che intreccia la storia con la tradizione dei  luoghi, ricchi di cultura. Oggi è anche una concreta risorsa per la vita e il futuro delle giovani generazioni”.

“Le giornate dedicate ai dipinti  Murali – ha proseguito La Torre-   rappresentano per i tre comuni della Valle un appuntamento culturale di grande spessore che ha avuto e deve continuare ad avere un grande rilievo nell’agenda di governo. Sento il dovere di ringraziare i sindaci, l’Ente provinciale del turismo, il Gal, l’Area Programma e la Regione Basilicata, ma soprattutto  gli artisti, che si sono avvicendati dal 1988 ad oggi ed hanno collaborato alla realizzazione di un progetto (la Valle più dipinta d’Italia) di grande respiro culturale riconosciuto a livello nazionale ed internazionale”.

I maestri impegnati nelle ultime operazioni sono: Luciano La Torre, presidente di “Arte per la Valle” e promotore dei dipinti murali dal 1988 a tutt’oggi da Napoli (originario di Satriano di Lucania); Sabato Rea (Cercola NA) vicepresidente; Francesco Costanzo (Fiuggi FR);  Gian Carlo Costantini (Mira VE); Virgilio del Guercio di Augusburgo in Germania (originario di Calabritto SA);  Vincenzo Amodeo (Sant’Angelo le Fratte PZ); Tiziana Bruno (Satriano di Lucania PZ); Mariella Gagliardi (Satriano di Lucania PZ);  Lucio Rofrano (PZ).

Le ultime opere sono state finanziate dal “ P.S.R. BASILICATA 2007-2013-misura 331- incentivazione di attività turistiche  e da intervento 1.1. A dell’asse IV “Valorizzazione dei beni culturali e naturali del P.O. FESR 2007/2013”.

SCHEDE ALLEGATE
PROGETTO: CARAMUEL-2015

Il percorso storico-artistico su Juan Caramuel Vescovo di Satriano e Campagna, si propone di raccontare ai visitatori quale grande uomo ha incrociato, per ben  13 anni (1657-1672) la sua storia, con quella di S.Angelo le Fratte.

Juan Caramuel dai natali ricchi e nobili, è stato un uomo di straordinaria cultura; erudita, religioso, incredibilmente eclettico. Ha girato quasi tutta l’L’Europa entrando in contatto con governatori, uomini di arte e cultura, come Gassendi, Rubens, Kircher, Butkens, Marscus. Ha conosciuto Galilei, ha intrattenuto rapporti epistolari con Cartesio, Descartes e altri eminenti studiosi del tempo; si  è interessato attivamente di ingegneria militare a Praga, ha elaborato i primi rudimenti del sistema binario, si è interessato di architettura, si pensa addirittura che l’idea e il progetto del colonnato di San Pietro siano statati suoi e poi soffiati dal Bernini; si è interessato anche di musica, e strumenti musicali.

Nominato vescovo da papa Alessandro VII, viene mandato (forse in punizione per le sue idee scomode soprattutto  sulla morale), nella diocesi di Satriano e Campagna, nel 1657. Al suo arrivo trova il territorio e la popolazione devastati dalla peste che ne ha dimezzato la popolazione, tanta miseria, ignoranza e arretratezza… trova baroni pronti a sottrarre alla chiesa il territorio e, con questi, il Vescovo Caramuel è costretto a lottare per conservare i diritti sui beni della chiesa, trova pastori irriverenti che pascolano abusivamente sui beni della chiesa senza il necessario consenso e  senza pagare le decime.

Caramuel dunque, dopo aver conosciuto tanto fermento creativo in Europa, fu costretto vivere queste realtà locali….

Ma è proprio qui, in questa terra sperduta, in questo difficile contesto, che Juan caramuel, oltre a riuscire ad  edificare una stamperia nell’abitato di Sant’Angelo ottemperando incredibilmente anche alla mancanza di materie prime, oltre a riuscì a portare da  lontano uomini di cultura con cui confrontarsi, oltre a praticare una rivoluzionare nei  metodi d’insegnamento: è proprio qui che compirà il suo miglior epistolato … adottando un approccio con i fedeli aperto e possibilista (principe del lassismo) contro  le consuetudini del tempo,  adoperandosi nel  reprimere abusi e licenze, facendo elemosine ai bisognosi  e visitando gli ammalati.

Progetto e ricerche scientifiche Luciano La Torre   e Tiziana Bruno.

PROGETTO: RUMITA-EMIGRAZIONE 2015

Nel progetto di recupero e valorizzazione dei nostri luoghi e delle nostre tradizioni  ,  Abbiamo realizzato oltre  200 mq di dipinti murali, dedicati al Rumita e circa 40mq dedicati agli emigranti di fine 800 inizio 900. Il lavoro oltre che artistico è stato un lavoro fatto di ricerche  storiche,   scientifiche e di interpretazione  degli artisti.

(Fin dagli Antichi tempi  dei riti arborei giunge ai nostri tempi “u Rumit”, figura silente  ricca di simbolismi. Il  Rumita  è un uomo eremita che vive in povertà nel bosco in simbiosi con la natura e che  porta buon auspicio quando, anticipando la primavera al termine di ogni rigido inverno,  scende nel più vicino villaggio per chiedere elemosine ristabilendo contatti umani.

Satriano di Lucania (antica Pietrafesa )  ha mantenuto viva nel tempo questa  tradizione tramandata per generazioni e ogni domenica precedente il martedì grasso inscena la visita del Rumita  al villaggio, allorché,  per chiedere la carità, anonimamente nascosto dal fogliame d’edera che lo riveste,  senza parlare, bussa strusciando gli usci con rami di pungitopo legati all’estremità di un bastone, quasi a tenersi a distanza …ma con fare insistente…).

PROGETTO: RURALITA’ 2015

Nel progetto di recupero e valorizzazione dei nostri luoghi e delle nostre tradizioni l’Associazione Arte per la Valle, ideata e guidata dal Presidente e Artista Luciano la Torre  operante nel territorio con questo intento da tantissimi anni, cura la realizzazione di opere artistiche a cielo aperto rappresentanti ‘libere espressioni sull’immagine del peperoncino’. Tali opere sono site nella piazzetta che  ospita la sede dell’Accademia del Peperoncino dell’Appennino Lucano in Satriano di Lucania.

L’obbiettivo è porre attenzione all’Arte, evocativa di colori e forme, al peperoncino appartenente alla nostra tradizione culinaria: semplice ingrediente dalle ricche proprietà di gusto e grandi  proprietà terapeutiche naturali ,  il suo consumo è da incentivare insieme alla sua crescente  produzione sul territorio.